Consigli e tecniche

La biga: come realizzare l’impasto indiretto per pizza attraverso questo metodo

La BigaLa Biga
tecnico molino

Tecnico del Molino

Tecnico Molino Vigevano, si occupa di divulgare ed insegnare l’utilizzo delle farine professionali nelle lavorazioni dolci e salate in ambito professionale

La Biga (nome derivato dal famoso carretto dei romani perché “traina” l’impasto) conferisce alla pizza sviluppo esplosivo, sofficità e scioglievolezza.

L’impasto con biga è molto indicato per pizza napoletana, pizza in pala alla romana e pani ad alta idratazione. Con la biga, infatti, si ottengono prodotti finiti con alveoli grossi e irregolari, con una lievitazione che naturalmente tenderà a “spingere” verso l’alto, otterremo prodotti con una mollica morbida, soffice e aromatica e con sapore intenso.

Come si prepara la biga?

La biga

Pesare l’acqua (45% rispetto alla farina), il lievito di birra fresco (1% rispetto alla farina) e la farina.

Versare nell’impastatrice tutta la farina, sciogliere metà del lievito in acqua e l’altra metà sbriciolarlo nella farina. Azionare l’impastatrice in prima velocità e far cadere l’acqua nell’impastatrice lentamente, cercando di far formare quanti più “grumi” possibili (ci vorranno circa 4 minuti per immettere tutta l’acqua nell’impasto).

Quando l’impasto risulterà liscio e tenderà a compattarsi formando 5/6 blocchi, la lavorazione sarà ultimata.

L’accortezza fondamentale nella preparazione della biga è di bagnare tutta la farina (biga a pietra); la farina non deve assolutamente rimanere asciutta (biga farinosa). altrimenti c’è il rischio che la massa non fermenti in maniera omogenea.

Terminato l’impasto, “spezzare a mano” tanti piccoli pezzi dalla massa intera, inserirli in un contenitore, sigillare con della pellicola alimentare forata. Spezzando a mano la massa aumentiamo la superficie di “scambio” dell’ossigeno con l’esterno, così che i lieviti si moltiplichino in presenza di ossigeno.

Dopo circa 2/3 ore la massa spezzata si ricompatta, creando un ambiente senza ossigeno. In questo momento inizia la fermentazione acido alcolica mediante la quale si producono molti acidi organici precursori di aromi e profumi.

La temperatura: che ruolo gioca?

La temperatura finale è di fondamentale importanza perché rallenta o velocizza quel grammo di lievito presente nel preimpasto.

Quando iniziamo ad impastare e stiamo quindi formando la biga, la temperatura della massa dovrà essere dai 16 ai 20 gradi centigradi; quando lasciamo poi riposare la biga, dopo averla spezzettata e messa in un contenitore, dovremo far trascorrere circa 20 ore ad una temperatura ambiente di circa 18°C.

Come riconoscere se la biga è pronta ed è “venuta bene”?

Trascorse 20 ore, una biga perfetta deve raddoppiare di volume, sprigionare un aroma acido alcolico pungente e mostrare pochissime macchie lucide sulla superficie.

N.B. Le proporzioni della ricetta possono cambiare a seconda della stagione o della temperatura in cui si lavora. Con l’aumento della temperatura dovuto all’estate, ad esempio, la percentuale di lievito viene ridotta dall’1% fino allo 0,5% in giornate particolarmente afose.

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