Consigli e tecniche

Palline di pizza avanzate? Ecco come riutilizzarle al meglio!

Palline di Pizza 1Palline di Pizza 1
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Tecnico del Molino

Tecnico Molino Vigevano, si occupa di divulgare ed insegnare l’utilizzo delle farine professionali nelle lavorazioni dolci e salate in ambito professionale

Mettere le mani in pasta, magari in previsione di una cena fra amici, preparare con cura tutti gli ingredienti, iniziare a stendere l’impasto e vederlo prendere forma…può essere qualcosa di meraviglioso.

Ma quante volte, alla fine, ci è capitato di aver magari esagerato con le dosi e ci accorgiamo di aver avanzato delle palline di pizza, non più utilizzabili il giorno dopo a causa dell’eccessiva maturazione? Quando succede questo…meglio buttarle via?

Al contrario, c’è un modo per rendere queste palline di pizza ancora utili e grazie al quale potrai ottenere un pane leggero, fragrante e gustoso: basterà utilizzarle quasi come una biga, più propriamente come pasta di riporto.

COSA È LA PASTA DI RIPORTO

Per gli appassionati-neofiti, la pasta di riporto (anche nota come criscito) è forse uno dei metodi più antichi per la panificazione: una porzione di impasto avanzato e utilizzato per una nuova lavorazione, al posto del classico lievito di birra.

INGREDIENTI

Di seguito, ingredienti e procedura per il riutilizzo delle palline per pizza avanzate:

Palline di pizza non utilizzate: 1000 gr

Farina: 170 gr circa

Lievito fresco: 1,70 gr circa

Miele: 1,70 gr circa

Acqua: 100 gr

PROCEDIMENTO

Unite gli ingredienti nella planetaria e fate girare per 10 minuti in prima velocità finché l’impasto non risulterà omogeneo; dopodiché, aggiungete ancora 20 gr di acqua e 3 gr di sale, azionando la seconda velocità per almeno 5 minuti.

Quando l’impasto sarà completamente formato, oliate un mastello e mettetelo in frigo per tutta la notte: all’indomani, l’impasto dovrà quanto meno essere raddoppiato.
Le ore necessarie di lievitazione dipenderanno dal raggiungimento del raddoppio dell’impasto, quindi anche dalla quantità di lievito inserita nell’impasto stesso della pizza e dalla loro maturazione: 24, 48, 72 ore? Indicativamente, con uno 0,2% di lievito sull’impasto della pizza, una maturazione di 24 ore ed un 1% su 170 gr aggiuntivi, avremo all’incirca un raddoppio della pasta a 5/6 gradi in 12 ore.

Una volta ottenuto il raddoppio dell’impasto, fatelo stemperare a temperatura ambiente per almeno 1h, rovesciatelo poi su di un ripiano infarinato, spezzate e infornate direttamente a 220/230 gradi.
La spezzatura dovrà essere di 60 gr circa per piccole ciabattine; se volete ottenere dei filoni da tagliare, la pezzatura dovrà essere almeno di 400 gr.

Il tempo di cottura si basa sulla pezzatura, ma tendenzialmente occorreranno 25/30 minuti.

CONSIGLI UTILI

Naturalmente, potrete realizzare questo processo anche la mattina, ma in questo caso non sarà necessario mettere l’impasto in frigo, ma farlo lievitare a temperatura ambiente per 2/3 ore, per poi infornarlo.
A voi la scelta in base alle necessità lavorative.

Tuttavia il consiglio è di svolgere questa operazione la sera e con il frigo, per permettere all’impasto di maturare ulteriormente e con lentezza.

Al termine della procedura, otterrete un pane perfettamente alveolato, dal gusto intenso e dalla consistenza fragrante, gustoso e digeribile; e tutto questo proprio grazie a quelle palline di pizza che rischiavano di essere buttate via e che invece hanno magistralmente svolto la funzione di pasta di riporto per il nostro pane del giorno dopo.

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